Circolare legaleLo scambio di messaggi attraverso Whatsapp costituisce piena prova scritta dell’accordo raggiunto tra le parti

2 Febbraio 2022

Il Tribunale Ordinario di Milano, Sez. V° Civile, con sentenza n. 6935/2021, in materia di mediazione immobiliare, ha espressamente affermato che lo scambio di messaggi attraverso la piattaforma “Whatsapp”, costituisce prova scritta di un accordo raggiunto tra le parti.

I punti chiave della sentenza:
Compenso spettante al mediatore immobiliare

La cd. “provvigione” è il compenso spettante all’agente immobiliare dovuto da parte acquirente e venditrice al momento della conclusione di una compravendita immobiliare. L’agente immobiliare (o mediatore) deve essere iscritto presso l’apposito Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.

L’accordo sulla provvigione spettante all’agente immobiliare

L’accordo sul compenso professionale dovuto al mediatore immobiliare viene determinato sulla base di un accordo raggiunto tra le parti o, in alternativa secondo i criteri tabellari e/o usi.
In mancanza di tali circostanze, il compenso professionale spettante al Mediatore immobiliare può essere anche determinato in via residuale dal giudice secondo equità.

L’efficacia probatoria dei messaggi scambiati via “Whatsapp

Il Tribunale di Milano, Sez. V° Civile, con sentenza n. 6935/2021 ha affermato un importante principio in tema di efficacia probatoria dei messaggi scambiati tramite l’applicazione “Whatsapp”.
In particolare, in una compravendita immobiliare, lo scambio dei messaggi via Whatsapp con l’agente immobiliare costituiscono piena prova dell’accordo raggiunto dalle parti sulla percentuale di provvigione eventualmente dovuta per la mediazione.
Secondo quanto affermato dal Tribunale di Milano, sulla base dei messaggi scambiati via Whatsapp: “Sussite prova scritta dell’accodo raggiunto dalle parti in merito alle condizioni, al cui verificarsi sarebbe sorto il diritto al compenso del mediatore ed alla misura delle provvigioni medesime”.