Circolare legaleLa corte di cassazione ritiene applicabile l’istituto della particolare tenuità del fatto in caso di guida in stato di ebrezza

23 Novembre 2021

La Corte Suprema di Cassazione, con sentenza n. 35825/2021, ha ritenuto applicabile l’istituto dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131 bis c.p. in caso di reato di guida in stato di ebrezza alcolica.

I punti chiave della sentenza:

 

L’istituto dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto

L’istituto dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131 bis c.p., è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico attraverso il d.lgs. 28/2015. Esso è caratterizzato da due indici-criteri: l’esiguità del fatto e la non abitualità del comportamento, e da due indici-requisiti, ovvero la modalità della condotta e l’esiguità del danno e del pericolo, previa valutazione del fatto da parte del giudice ai sensi dell’art. 133 c.p.

I reati caratterizzati da soglie di punibilità

I reati caratterizzati da soglie di punibilità sono la tipologia di reati cui il legislatore ha previsto una rilevanza penale solamente mediante il superamento della cd. “soglia di punibilità”. In particolare, in merito al reato di guida in stato di ebrezza, il legislatore ha indicato il tasso alcolemico di 0,8 g/l per la sussistenza della rilevanza penale. L’accertamento del reato di guida in stato di ebrezza si avrà solamente in caso di superamento del tasso alcolemico di 0,8 g/l, sussistendo, al di sotto di questa soglia, una mera sanzione amministrativa.

L’applicazione dell’istituto di cui all’art. 131 bis c.p. al reato di cui all’art. 186 C.d.s.

La Corte di Cassazione ha affermato che l’istituto dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto è applicabile nel caso in cui il tasso alcolemico accertato risulti vicinissimo al limite di rilevanza penale stabilito dalla legge (nel caso di reato di guida in stato di ebbrezza, il tasso alcolemico minimo è 0,8 g/l). Tuttavia, la Suprema Corte ha anche affermato che: “Il giudizio sulla tenuità richiede, comunque, una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ai sensi dell’art. 133, comma 1, c.p., delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell’entità del danno o del pericolo dovendosi considerare comunque che, se nessuna presunzione è consentita, chiaramente quanto più ci si allontana dal valore-soglia tanto più è verosimile che ci si trovi in presenza di un fatto non specialmente esiguo”.

(Vedasi anche Corte di Cassazione, sentenze n. 35825/2021, 11699/2020, 11655/2020, 44171/2019)