INCOSTITUZIONALITÀ LEGGE TUTELE CRESCENTI (JOBS ACT)

In data 26.09.2018, la Corte Costituzionale si è pronunziata sulla costituzionalità dell’art. 3 del D.Lgs 23/2015 in materia di indennità risarcitorie per licenziamento illegittimo in regime tutele crescenti, con riferimento quindi ai contratti a tempo indeterminato stipulati a seguito della legge cd. Jobs act.

Al riguardo, sulla base delle poche notizie al momento note, pare che l’incostituzionalità riguardi solo il criterio di calcolo dell’indennizzo in caso di licenziamento illegittimo ed in particolare la “formula” che indicava in via esclusiva 2 mensilità di indennizzo per ogni anno di anzianità di servizio.

Se così fosse, ma per la conferma si dovrà attendere la motivazione della sentenza della Consulta (di conseguenza anche i giudizi in corso sul punto vengono rinviati quantomeno a Milano), che è attesa per le prossime settimane, in caso di licenziamento illegittimo nel regime delle tutele crescenti (cioè di lavoratore assunto dopo il 7 marzo 2015), la quantificazione dell’indennizzo risarcitorio ritorna ad essere demandata alla valutazione del Giudice e non solo sulla base della anzianità.

Ricordiamo che, sulla base delle ultime modifiche introdotte dal decreto dignità (convertito dalla L. 96/2018), la nuova formulazione dell’art. 3 del D.Lgs. 23/2015 prevedeva che il risarcimento spettante al lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato potesse variare da un minimo di 6 fino ad un massimo di 36 mensilità.

Ora, per effetto della decisione, pur all’interno di tale range da 6 a 36 mensilità), il Giudice potrà determinare il risarcimento, tenendo conto anche di altri elementi.

Seguiranno aggiornamenti appena nota la motivazione della sentenza della Corte Costituzionale.